L'Alstroemeria è una pianta rizomatosa ampiamente coltivata per la produzione del fiore reciso,
caratterizzato da una durata notevole (fino a 2 settimane). L'Alstroemeria appartiene alla famiglia delle Alstroemeriacee (già Amarillidacee) e deve il suo nome al barone Klas Von Alstroemer,
che portò per primo i semi in Europa dal Sud America,
da cui anche il nome comune di Giglio del Perù o Giglio degli Incas. Le cultivar attuali sono ibridi di circa 60 specie: 30 originarie del Cile,
13 del Brasile,
14 dell'Argentina e 3 del Perù. L'Alstroemeria in Italia viene coltivata principalmente in serra,
con ombreggiamento nei periodi più caldi dell'anno e riscaldamento nei periodi più freddi (temperature inferiori a 10°C). La durata della coltivazione è generalmente triennale,
ma in ambiente opportunamente controllato per umidità e temperature (minime e massime) può essere economicamente protratta al quarto anno e oltre. La gran parte degli ibridi fiorisce in primavera ed estate con differenze in termini di fisiologia e di produzione. La risposta ai trattamenti termo-fotoperiodici dipende fortemente dalla cultivar per effetto delle diverse provenienze geografiche delle specie che hanno dato origine agli ibridi da fiore reciso. Le cultivar in commercio sono suddivise in 5 gruppi: - Aurantiaca: a fiori gialli,
sensibile al disseccamento dei boccioli,
altezza tra 160 e 200 cm;
- Orchid: giallo,
giallo-bianco,
scarsa fioritura invernale (termofase 10-15 °C; stasi estiva,
altezza tra 180 e 200 cm;
- Butterfly: rosa,
bianco-rosa,
fioritura prolungata (termofase 13-16°C e LD - produzione per 9-12 mesi),
altezza tra 100 e 160 cm;
- Ibridi: rosa-rosso,
adatti alla produzione invernale,
altezza tra 150 e 240 cm;
- Intermedi: lilla,
porpora,
adatti alla produzione invernale,
altezza tra 150 e 180 cm.
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